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Archivio per 2 Maggio 2009

Comandi principali di VI

2 Maggio 2009


Ci sono molti editor di testo sui sistemi *nix, ma VI e’ senza dubbio il piu’ diffuso. VI sta per VIsual editor e VIM e’ una versione migliorata di VI. Puoi trovare VI in qualsiasi distribuzione Linux, su Unix e sui sistemi Mac Os X. Per questa ragione occorre impararlo. VIM e’ un editor testuale, percio’ non ci sono tutti i fronzoli tipici degli editor di testo grafici. Ad ogni modo VIM e’ un potente editor di testo. Ci sono tre modalita’ in VI:

1) modalita’ comando
2) modalita’ riga comando
3) modalita input

Per provare VI, apri una finestra di Terminale e digita ‘vi qualcosa’. Non appena si entra in VI ci si trova in modalita’ comando. Per entrare in modalita’ riga comando premi il tasto ‘:’. Per entrare in modalita’ input premi ‘i’ oppure ‘a’. Vediamo una semplice sessione di editing:

1) vi miofile (stai crendo il file miofile)
2) premi ‘a’ per entrare in modalita’ input e digita ‘questo e’ un semplice file di testo’
3) ora premi ‘:’ per entrare in modalita’ riga comando e digita ‘w!’ (con questo comando si scrive il file e si esce da VI)

Puoi spostarti dalla modalita’ input a quella comando o dalla modalita’ riga comando a quella comando premendo il tasto Esc.

Principali comandi in modalita’ comando

  • w -> vai all’inizio della prossima parola
  • b -> vai all’inizio della precedente parola
  • e -> vai alla fine della prossima parola
  • n| -> vai alla colonna ‘n’ della riga corrente
  • $ -> vai alla fine della riga corrente
  • ^ -> vai al primo carattere della riga corrente
  • G -> vai alla fine del file
  • gg -> vai all’inizio del file
  • Gn -> vai alla riga ‘n’ del file
  • i -> modalita’ inserimento (prima del cursore)
  • a -> modalita’ inserimento (dopo il cursore)
  • o -> modalita’ inserimento (sotto la riga corrente)
  • x -> cancella un carattere
  • nx -> cancella ‘n’ caratteri
  • dd -> cancella l’intera riga
  • ndd -> cancella ‘n’ righe
  • yy -> copia la riga corrente
  • p -> incolla la riga copiata
  • Rmiastringa -> sostituisce i prossimi caratteri con la stringa ‘miastringa’
  • /stringa -> trova la prossima stringa ‘stringa’
  • ?stringa -> trova la stringa ‘stringa’ all’indietro
  • n -> ripete la ricerca nuovamente
  • u -> annulla l’ultimo comando

Principali comandi in modalita’ riga comando

  • :w -> scrive il file
  • :w nome_file -> scrive il file come ‘nome_file’
  • :q -> esce da vi
  • :wq -> scrive ed esce dal file
  • :q! -> esce dal file senza salvare
  • :help -> apre il file di aiuto (:q per tornare ad editare il file)
  • :help argomento -> apre il file di aiuto all’argomento specificato da ‘argomento’ (:q per tornare ad editare il file)
  • :rs/stringa1/stringa2/opzioni -> sostituisce stringa1 con stringa2 all’interno del range ‘r’; le opzioni possono essere: g (sostituisce tutto), c (chiede conferma prima di ongi sostituzione)
  • :set number -> imposta la numerazione delle righe

Puoi imparare altri comandi (ce ne sono tantissimi) usando il comando :help. Certo, e’ anche possibile usare il comando ‘man vi’. Il miglior modo per imparare VI e’ iniziare ad usarlo.
Link utili:

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Documenti Tecnici

Rimuovere da Active Directory un Domain Controller Off-Line

2 Maggio 2009

Puo’ capitare  che in un dominio Active Directory un Domain Controller vada in crash, e per un qualsiasi motivo si decida di non reintegrarlo o sostituirlo con un altro.

A questo punto si pone il problema di rimuovere il DC da AD, senza pero’ poter richiamare dcpromo ed effettuare il declassamento direttamente dal Domain Controller interessato (si presume che non si avvii).

A questa problematica si puo’ ovviare rimuovendo da AD i meta-data del Domain Controller ‘morto’.

La procedura e’ la seguente:

• Autenticarsi con un account avente diritti Enterprise Admins.
• Aprire una sessione Command Prompt ed eseguire il comando NTDSUTIL.
• Al prompt di NTDSUTIL, inserire il comando Metadata cleanup (o le iniziali m c).
• Dal prompt “Metadata cleanup” inserire il comando “connections”.
• Dal prompt “Connections” inserire il comando “connect to server <nomeDC>” (e.g.: connect to server ls-mi-dc-01).
• Digitare quit per uscire dal contesto “Connections”.
• Dal prompt “Metadata cleanup” inserire il comando “Select operation target”.
• Dal prompt “Select operation target” inserire il comando “List domains”.
• Identificare il numero del dominio di cui faceva parte il DC da rimuovere ed inserire il comando: select domain <NumeroDominio> (e.g.: select domain 0).
• Dal prompt “Select operation target” inserire il comando “List sites”.
• Identificare il numero del site di cui faceva parte il DC da rimuovere ed inserire il comando: select site <NumeroSite> (e.g.: select site 0).
• Dal prompt “Select operation target” inserire il comando “List servers in site”.
• Identificare il numero del server/DC da rimuovere ed inserire il comando: select server <NumeroServer> (e.g.: select server 1).
• Uscire dal contesto “Select operation target” inserendo il comando quit.
• Dal prompt “Metadata cleanup” inserire il comando “Remove selected server” e confermare l’operazione cliccando sul bottone Yes all’interno della finestra “Server Remove Confirmation Dialog”.
• Uscire dal contesto “Metadata cleanup” inserendo il comando quit.
• Digitare quit per uscire dal comando NTDSUTIL.
• Mediante lo snap-in ADSI Edit rimuovere tutte le entry relative al DC in questione dai seguenti container (corrispondenti al dominio ed al site di appartenenza del DC che sono stati utilizzati nella procedura NTDSUTIL)
OU=Domain Controllers,<DominioCheContenevaDC>.
CN=Servers,CN=<SiteCheContenevaDC>,CN=Sites,CN=Configuration,<DN-ForestRootDomain>
• Mediante lo snap-in DNS eliminare da tutte le zone (compreso la zona _msdcs.<FQDN-Dominio>) gli eventuali resource record DNS SRV, A e PTR riferiti al DC eliminato da AD.

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Microsoft

Backup di dischi e partizioni con Clonezilla

2 Maggio 2009

Clonezilla è un software opensource che si propone come valida alternativa nell’ambito delle utilità per il “disk imaging” ossia per la creazione di file d’immagine che raccolgono informazioni sull’intero contenuto del disco fisso oppure di singole partizioni.

Il momento migliore per richiedere la generazione di un file d’immagine del contenuto dell’hard disk è, ad esempio, quello successivo alla corretta installazione del sistema operativo e di tutte le applicazioni preferite. Una volta configurato il personal computer secondo le proprie esigenze, nel caso in cui, in futuro, questo dovesse evidenziare malfunzionamenti o rallentamenti, si potrà agevolmente riportarlo allo stato immediatamente successivo all’installazione.

Clonezilla supporta un ampio numero di file system (ext2, ext3, xfs, FAT, NTFS, HFS+,…) tanto da proporsi come unica soluzione per il disk imaging di unità disco sulle quali sia stato installato Linux, Windows oppure Mac. Il software “registra” poi solamente i blocchi di dati effettivamente utilizzati sul disco in modo da rendere gli archivi di backup più compatti e snellire le operazioni di creazione dell’immagine e di ripristino.

L’utility opensource viene distribuita in due differenti versioni: Live e Server Edition. La prima è concepita per gli utenti domestici o per le realtà aziendali di piccole dimensioni; la seconda, invece, dà modo di gestire procedure di backup e ripristino centralizzato, attraverso la rete locale, di più computer.

Per utilizzare Clonezilla è sufficiente procedere al download del file ISO del programma. Questo dovrà poi essere masterizzato su supporto CD ROM che, lasciato inserito nel lettore all’avvio del personal computer, consentirà di avviare l’utilità. Affinché Clonezilla venga avviato da CD ROM al boot del sistema, è indispensabile controllare che nel BIOS sia impostata la corretta sequenza di avvio (il CD ROM deve essere la prima periferica ad essere avviata, altrimenti verrà regolarmente eseguito, dal disco fisso, il sistema oeprativo installato).

Il menù di avvio di Clonezilla permette di scegliere la risoluzione grafica da utilizzare.

L’opzione To RAM, boot media can be removed later consente eventualmente di copiare tutti i file necessari per il funzionamento del programma nella memoria RAM in modo tale che successivamente sia possibile rimuovere il CD di boot.

Una volta confermata la propria scelta premendo il tasto Invio, Clonezilla caricherà i file necessari quindi permetterà di scegliere la lingua preferita (al momento il software non è disponibile in lingua italiana).

Il layout di tastiera predefinito è quello statunitense. Utilizzando una tastiera italiana, basta selezionare la voce Select keymap from full list quindi selezionare la tastiera italiana più adatta (in genere, pc / qwerty / Italian / Standard / Standard).


Alla comparsa della successiva schermata, è sufficiente premere Invio in modo da selezionare Start Clonezilla.

Le alternative offerte dal programma di “disk imaging” sono due: è possibile, in primo luogo, salvare il contenuto di un disco o di una singola partizione all’interno di un file d’immagine, ripristinabile successivamente. In alternativa, Clonezilla consente di “clonare” interamente un disco od una partizione verso un’altra unità.

Nel caso in cui si opti per la prima voce (creazione di un file d’immagine), Clonezilla richiede di indicare dove si intende memorizzare il file di backup. Local_dev può essere scelto per salvare il file d’immagine in una cartella qualsiasi su disco fisso oppure su un’unità di memorizzazione esterna.

Nel caso in cui si intenda memorizzare il file d’immagine su un’unità esterna USB, si dovrà provvedere a connetterla non appena Clonezilla mostrerà il messaggio, di colore giallo, “If you want to use USB device as Clonezilla image repository, please insert USB devide into this machine now”. Dopo aver atteso almeno cinque secondi, è sufficiente premere il tasto Invio per proseguire.

Attraverso la finestra successiva, si dovrà selezionare unicamente l’unità da impiegare per la memorizzazione del file d’immagine generato. Come spiega chiaramente Clonezilla, non deve essere assolutamente indicata l’unità il cui contenuto è oggetto della creazione dell’archivio di backup.

I vari comandi savedisk e restoredisk permetteranno di creare un file d’immagine o di ripristinarne il contenuto di un intero disco fisso. Le voci saveparts e restoreparts permettono invece di operare su singole partizioni.

Le successive schermate presentano una serie di opzioni che permettono di scegliere quali programmi usare per il disk imaging (di default vengono presentati ntfsclone – partimage – dd), se attendere la conferma manuale dell’utente prima di avviare l’operazione di copia dei file (client waits for confirmation before cloning) e così via. Interessante l’opzione (Remove page and hibernation files in Win if exists) che si occupa di rimuovere automaticamente dal file d’immagine il file di paging di Windows e quello impiegato per l’ibernazione del sistema.
Mediante le schermate seguenti, si ha modo di scegliere il livello di compressione del file di backup e di specificare se spezzare automaticamente il file d’immagine in più parti. Digitando 0 il file risultante non sarà suddiviso in più porzioni altrimenti verranno create più parti, sotto forma di singoli file, della dimensione massima (in MB) specificata.

Come ultimo passo, verrà richiesto il nome da assegnare alla cartella contenente il file d’immagine e l’unità oggetto del backup. Ecco come si presenta la cartella contenente il file d’immagine prodotto con Clonezilla:


La procedura per l’eventuale ripristino del contenuto del file d’immagine è pressoché identica. Sarà sufficiente solamente scegliere restoredisk alla comparsa della finestra Choose the mode.

In definitiva, Clonezilla si rivela un programma molto versatile grazie alla sua abilità di leggere e ripristinare il contenuto di dischi e partizioni formattati con i file system più disparati. L’assenza di un’interfaccia grafica e l’indisponibilità di una versione in italiano potrebbero tuttavia causare difficoltà agli utenti meno esperti.
Basato su Debian Linux, Clonezilla è un prodotto opensource da considersi appannaggio degli utenti più smaliziati.
Tra i “contro”, sebbene sia un software funzionante interamente da CD ROM (“Live CD”) e sia capace di supportare qualunque periferica di memorizzazione USB, manca ancora all’appello una funzionalità che permetta di scrivere i file d’immagine direttamente su supporto CD o DVD utilizzando il masterizzatore.

Tante informazioni sugli altri software (ad esempio, DriveImage XML, Macrium Reflect, Acronis TrueImage, Norton Ghost,…) e sulle metodologie per il “disk imaging” sono consultabili facendo riferimento a questi articoli.

Pro:
– Software opensource
– Disponibilità sotto forma di “Live CD” avviabile all’accensione del personal computer
– Supporto di molteplici file system
– Funzionalità che permettono di creare file d’immagine e clonare il contenuto di dischi e singole partizioni
– Supporto diretto per le periferiche di memorizzazione USB

Contro:
– Ostico per gli utenti meno esperti
– Mancanza di un’interfaccia grafica
– Non disponibile in italiano
– Impossibile scrivere direttamente su supporti CD/DVD

L’ultima versione di Clonezilla, in formato ISO, è prelevabile cliccando qui (97 MB circa).

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Tips Linux e Microsoft

uSbuntu Live Creator

2 Maggio 2009

Create una LiveUSB da Windows usando una GUI
uSbuntu Live Creator fa praticamente le stesse cose che fa USB Live Creator incluso nella 8.10 a parte che ha molte più dotazioni. Funziona con Ubuntu, Kubuntu e Xubuntu e consente di far funzionare la vostra chiave USB direttamente in Windows senza nessuna installazione di software e nessuna configurazione, usando una versione speciale e portabile di VirtualBox.
E’ veramente facile da usare.
Creare una chiave uSbuntu in cinque facili passaggi :

  1. passo 1 : lanciare uSbuntu Live Creator e scegliere una chiave USB o identificatela nell’elenco
  2. passo 2 : selezionate un file ISO o il CD di Ubuntu/KubuntuXubuntu 8.10 Intrepid Ibex
  3. passo 3 : scegliete la dimensione dei dati persistenti (di solito più di 250MB)
  4. passo 4 : selezionate le opzioni che volete
  5. passo 5 : cliccate sul lampo per avviare il processo di creazione

Non dimenticate di usare gli aiuti personalizzati (all’angolo superiore destro di ogni passaggio).
Inoltre, ognuno dei passaggi necessari (1,2 e 3) hanno una luce di avviso che indica il loro stato. Questa la loro interpretazione :

  • Luce rossa : il passaggio non è stato completato, non potete avviare la creazione
  • Luce arancione : c’è un problema nel corso del passaggio
  • Luce verde : va tutto bene

Scaricate uSbuntu Live Creator da qui
Buon lavoro 🙂

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Tips Linux e Microsoft

La distribuzione LiveUSB sempre con noi … Unetbooting

2 Maggio 2009

unetbootin_1Alzi la mano chi non ha mai provato una distribuzione LiveCD di Linux…

L’utilizzo di una Live consiste nell’utilizzo di una distribuzione senza installarla sull’hard disk, ma utilizzarla direttamente da Cd-Rom. Così facendo possiamo tranquillamente portarci dietro una distribuzione e verificare la compatibilità hardware prima di fare un’istallazione. Dobbiamo però ammettere che le prestazioni di una Live sono basse e inoltre abbiamo l’impossibilità di salvare i dati sullo stesso supporto. Così si è pensato bene di creare distribuzioni LiveUSB…queste svolgono le stesse funzioni delle LiceCD, ma sono più veloci e ci permettono il salvataggio sulla memoria scrivibile. Per provare alcune LiveUSB esiste uno strumento perfetto: Unetbooting. (Scaricabile da http://unetbootin.sourceforge.net/)


Questo tool ci permette di creare LiveUSB a partire dalle distribuzioni più diffuse. Il software è disponibile sotto forma di pacchetto precompilato .deb, per Gentoo e anche per Windows.

Vediamo come utilizzare Unetbooting:

supponiamo di voler usare Ubuntu 8.10 di cui non abbiamo l’ISO. Apriamo il nostro programma, selezioniamo la nostra distribuzione (Ubuntu 8.10) nel menù a tendina, poi scegliamo come Tipo: Disco USB e il file che identifica la penna USB (fare attenzione a non sbagliare).

Fatte queste scelte, non ci resta che premere su OK e attendere.

Possiamo anche eseguire questa procedura per creare una LiveUSB da un’immagine che abbiamo precedentemente scaricato, in questo caso dobbiamo scegliere, dopo aver avviato il programma, Diskimage e caricare l’immagine .iso che ci interessa.

Niente di più semplice…

Adesso possiamo provare tutte le distribuzioni che vogliamo e avere sempre con noi la nostra distro preferita!!

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Tips Linux e Microsoft