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Archivio per giugno 2009

Process Explorer

26 giugno 2009

Process Explorer v11.33

Introduction

Ever wondered which program has a particular file or directory open? Now you can find out. Process Explorer shows you information about which handles and DLLs processes have opened or loaded.

The Process Explorer display consists of two sub-windows. The top window always shows a list of the currently active processes, including the names of their owning accounts, whereas the information displayed in the bottom window depends on the mode that Process Explorer is in: if it is in handle mode you’ll see the handles that the process selected in the top window has opened; if Process Explorer is in DLL mode you’ll see the DLLs and memory-mapped files that the process has loaded. Process Explorer also has a powerful search capability that will quickly show you which processes have particular handles opened or DLLs loaded.

The unique capabilities of Process Explorer make it useful for tracking down DLL-version problems or handle leaks, and provide insight into the way Windows and applications work.


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(1.6 MB)

Run Process Explorer now from Live.Sysinternals.com

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Documenti Tecnici

Upgrade ESX3.5 to ESX4 with vSphere Host Update Utility

6 giugno 2009

Upgrade ESX3.5 to ESX4 with vSphere Host Update Utility

In this post, I would like to introduce vSphere Host Update tool. With this tool you’re able to update an ESX host without VMware Update Manager, just like the VMware Infrastructure Update utility. This utility tool is an optional tool & bundled inside vSphere Client installer, this means that you can install it while you are installing vSphere Client. In this post I will guide you through the upgrade process of an ESX 3.5 host which runs on HP Proliant DL380 G4.

Start the vSphere Host Update Utility here:
vSphere Host Update Utility 4.0

At the same time, fire-up your Virtual Infrastructure Client & login to the existing ESX3.5 server with Update 3, as shown as below. As a reminder, any upgrade on ESX host process only can be proceed while it is in maintenance mode.
existing ESX 3.5 server update 3

Now back to the new utility. First what we need to do is adding ESX host by clicking Add Host at the right top of the utility window & enter the ESX server IP address.
Add ESX host

After added the ESX host, so now we’re ready to upgrade. Select the host and press the upgrade button.
added ESX hosts

The ESX 4.0 Upgrade Wizard starts. You’ll have to add the upgrade iso file which you can download from VMware.com which available on 21st May 2009 onwards.
ESX ugrade wizard

Enter the credentials for your host. If you haven’t set the ESX host enter maintenance mode, you’ll see an error as below:
ESX credentials
So beware, any upgrade on ESX host process only can be proceed while it is in maintenance mode.

Then it will run compatibility check on ESX host.
compatibility check

Next you’ll be prompted to assign the Console OS disk size & disk location. At this practice, i assign 10GB.
Concole OS setting

At the next window, just tick the first option in order to make sure the existing ESX server will not be corrupted in case of any upgrade failure occurs.
post upgrade

Now, you are ready to complete the wizard & starts the upgrade process.
wizard complete

Firstly, it will copy the entire ISO image to the ESX server for a faster upgrade process & avoid any network interruption upon post-upgrade is running on.
copy ISO image

After finishing copied, it starts to install new packages for ESX 4.0.
Installing packages

While this process is running, your VI Client which connected to the ESX host will be disconnected as-well.
This is due to the new updates on Apache Tomcat & some web services.

Finally, you will successfully upgraded to the ESX 4 if everything goes smooth like my practice.
upgrade suceeded

And now, you can use vSphere Client to login to new ESX 4.0 to see the new interface of ESX 4.0.

Enjoy.

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Vmware - Virtualizzazione

Recupero Files Cancellati

6 giugno 2009

Ben lungi dall’essere un’utilità di tipo commerciale, DiskDigger – software distribuito a titolo completamente gratuito – ha evidenziato ottime abilità in fase di recupero di file cancellati da dischi fissi ed unità di memorizzazione rimovibili. DiskDigger, infatti, è un programma freeware capace di recuperare file cancellati non solo dai dischi fissi ma anche da unità USB e schede di memoria (come quelle impiegate nelle fotocamere digitali).

L’azione di DiskDigger avviene a basso livello: il programma è infatti in grado di effettuare una scansione sui dischi riformattati o formattati in modo non corretto. L’applicazione può quindi esaminare anche le unità alle quali il sistema operativo non riesce ad assegnare una lettera identificativa.

Uno dei vantaggi derivanti dall’uso di DiskDigger è che il programma non richiede l’avvio di una procedura d’installazione. Inoltre, l’utilità può essere salvata su qualunque unità esterna ed eseguita senza necessità di copiarla sul disco fisso. Il consiglio più banale ma sempre valido per avere le maggiori possibilità di recupero di file erroneamente od accidentalmente rimossi, consiste infatti nell’evitare qualunque ulteriore utilizzo dell’unità disco contenente i dati oggetto di ripristino. Qualunque operazione di sovrascrittura compiuta dopo l’eliminazione di un file dal disco può comprometterne il recupero. Avviando DiskDigger da un’unità esterna si hanno maggiori “chance” per il ripristino dei dati ai quali si è interessati.

Come ha espressamente dichiarato l’autore di DiskDigger, lo sviluppo del programma è continuamente in divenire. Rispetto alle prime versioni, l’utility freeware è infatti oggi in grado, ad esempio, di recuperare i nomi originali dei file già cancellati, operazione che in passato non era possibile.

Le modalità per il recupero dei file rimossi sono due: la prima viene definita “approfondita” la seconda “ancor più approfondita”. Nel primo caso, DiskDigger effettua una scansione dei supporti indicati dall’utente, formattati con i file system NTFS, FAT32, exFAT, FAT16 o FAT12. Questa modalità operativa ha il vantaggio di essere molto veloce, di consentire il recupero di qualsiasi genere di file e di ripristinare i nomi originali dei vari file.

Nel secondo caso (Dig deeper), invece, DiskDigger può esaminare qualunque tipo di file system. Tra gli svantaggi, una minore rapidità rispetto al primo metodo, l’impossibilità di ripristinare i nomi dei file ed i file frammentati ed il supporto limitato a talune tipologie di file.

Un altro vantaggio derivante dall’utilizzo di DiskDigger è la possibilità di ottenere un’anteprima, in tempo reale, dei file cancellati. Ove possibile, infatti, il programma mostra il contenuto dei file già rimossi dal disco facilitando l’attività di individuazione del materiale di proprio interesse. L’anteprima risulta già fruibile in fase di scansione dell’unità disco.

Dopo aver scelto l’unità disco da analizzare ed il metodo per la scansione del contenuto della stessa, DiskDigger mostrerà una schermata contenente l’elenco dei file recuperabili. Nella scheda Preview viene proposta, ove possibile, un’anteprima del file selezionato mentre cliccando su File information si possono consultare una serie di informazioni aggiuntive (particolarmente utili sono quelle relative alle date di creazione e di modifica).

Agendo sulla scheda Search criteria, si può impostare un filtro che consente di ottenere l’elenco dei file che rispettano determinate caratteristiche (nome del file e/o dimensioni superiori od inferiori al valore inserito).

I tasti MAIUSC / CTRL ed il pulsante sinistro del mouse consentono di tentare il recupero dei file indicati. Per dare il via all’operazione di ripristino, basta cliccare sul pulsante Restore selected files: DiskDigger richiederà di specificare una cartella all’interno della quale verranno salvati i file ripristinati.

La versione di DiskDigger più recente è prelevabile da questa pagina.

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