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Archivio per settembre 2009

Come ridimensionare e convertire più immagini grafiche in un colpo solo

29 settembre 2009

Come ridimensionare e convertire più immagini grafiche in un colpo solo

Negli ultimi anni le fotocamere digitali hanno spopolato, i prezzi si abbassano e la qualità delle immagini aumenta ad ogni nuovo modello rilasciato. Tuttavia, una maggiore qualità delle fotografie si traduce in una maggiore dimensione occupata su disco dalle immagini, non è raro avere fotografie da diversi Megabyte.

In qualche caso, in presenza di molte immagini, possiamo avere la necessità di ridimensionare tali immagini in modo che occupino meno spazio, ma rimpicciolire a mano centinaia di immagini richiederebbe troppo tempo e molta pazienza. Vediamo quindi come sia possibile ridimensionare automaticamente molte immagini in un colpo solo.
Per raggiungere il nostro scopo possiamo utilizzare VSO Image Resizer, una piccola utility gratuita (per uso personale) che permette di ridimensionare e convertire più immagini in una singola elaborazione automatica.

INSTALLAZIONE:

Come prima cosa visitate questa pagina e scaricate il programma cliccando sul pulsante Scarica, il download partirà in automatico dopo qualche secondo di attesa. Avviate quindi il processo di installazione che risulta essere molto semplice visto anche il supporto della lingua italiana, per portare a termine l’installazione vi basta cliccare sempre il tasto Avanti ed in fine il pulsante Installa.

UTILIZZO:

Ad ogni avvio del programma vi verrà notificato che l’utilizzo è gratuito per uso personale mentre per scopi commerciali è necessario acquistare la licenza, voi cliccate sempre sul pulsante Continua. Appena il programma si apre vi chiede subito di indicare le immagini che volete ridimensionare, ad esempio se le vostre foto si trovano all’interno di una directory portatevi al suo interno, selezionate in blocco tutte le foto che volete processare e cliccate sul pulsante Apri.

Uno dei parametri più importanti è la voce Profilo, in questo campo utilizzando il menù a tendina potete scegliere la nuova risoluzione che dovranno avere tutte le immagini che avete precedentemente selezionato. Ovviamente ad una risoluzione inferiore corrisponde un’immagine visivamente più piccola e che occupa meno spazio su disco:

Scegliete quindi la risoluzione che vi interessa, se non sapete quale scegliere prima di convertire centinaia di foto fate qualche test su una singola immagine e analizzate la differenza di dimensione tra quella originale e quella convertita.

Dopo aver scelto la risoluzione passate alle opzioni successive, nel campo Azione potete scegliere se modificare direttamente le immagini originali (perdendo la possibilità di ripristinare la risoluzione originale) oppure se volete creare una copia delle immagini in modo da poter avere sia le immagini convertite che quelle originali. Vi consiglio di lasciare la voce preimpostata e di creare quindi delle copie, in questo modo se qualcosa và storto avrete sempre le vostre foto originali, dopo aver appurato che la conversione ha creato il risultato desiderato potrete eventualmente cancellare gli originali.

A questo punto vi resta solo da scegliere la destinazione dove verranno salvate le immagini convertite, se volete che vengano salvate in una directory diversa da quella che contiene le foto originali cliccate sulla cartellina gialla in corrispondenza del campo Destinazione e scegliete la directory.

A questo punto cliccate sul pulsante OK e partirà il processo di conversione, alla fine del quale vedrete che tutte le immagini selezionate saranno convertite con la risoluzione indicata e le troverete nella directory indicata nel campo Destinazione.

Se volete anche cambiare il formato delle immagini dovete visualizzare le impostazioni Avanzate, cliccando per l’appunto sul pulsante Avanzate, qui potrete scegliere il formato nel quale le immagini devono essere convertite ed altre impostazioni come i nomi dei file da assegnare alle foto. I formati ufficialmente supportati da VSO Image Resizer sono JPEG, GIF e BMP, tuttavia utilizzando il programma ho visto che può aprire anche formati come PNG, TIFF e PSD.

CONCLUSIONI:

VSO image resizer si è dimostrata un’ottima utility in grado di far risparmiare un sacco di tempo a chi per qualsiasi ragione deve convertire molte immagini ad una risoluzione precisa, come ho già detto in precedenza il programma è gratuito per uso personale e funziona con Windows 2000/XP/Vista.

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Documenti Tecnici

Sistema di backup alternativo per VMWare ESX ed ESXi

27 settembre 2009

Sistema di backup alternativo per VMWare ESX ed ESXi

Il primo documento “test on the job” di cui si occuperà lo staff di Bitstorm Srl si basa sul test, presso i propri lab, di un sistema di backup alternativo al consolidato vcb di vmware, completamente da riga di comando e schedulabile tramite cron. Il tutto configurabile dalla service console di vmware esx /i via ssh.
Per quale motivo abbiamo pensato di provare questo sistema di backup alternativo?
Per evitare di dover implementare un server windows per la gestione del modulo vcb accompagnato da un software di terze parti a pagamento per l’archiviazione su storage separato da quello usato in produzione.

Per le piccole aziende infatti si tratterebbe si della soluzione di backup ottimale e certificata da VMWare stessa, ma purtroppo decisamente costosa.
Per la stesura di questo articolo abbiamo utilizzato uno script molto diffuso su internet, “ghettoVCB.sh” reperibile presso :
http://www.engr.ucsb.edu/~duonglt/vmware/ghettoVCB.sh
Questo script esegue il backup dei server virtuali residenti su host vmware esx 3.5 ed esxi 3.5.
L’esecuzione dello script effettua un backup live della macchina virtuale copiando interamente i file in formato vmdk “utili per un eventuale disaster recovery”, creando uno snapshot e rimuovendolo alla fine del processo.
Il principale inconveniente di questo script è a livello di utilizzo risorse: utilizza infatti quelle della service console (e quindi dell’host stesso), causando quindi una leggera perdita di performance a differenza del tradizionale proxy vcb che interagisce direttamente tra storage di produzione a storage di backup.
Il seguente script supporta storage locali dei server host, chiamati anche local datastore e storage di tipo SAN o NFS.
Inoltre per ambienti Esx che non hanno Datastore fissi di tipo NFS lo script offre la possibilità di collegarsi al server NFS solo al momento del backup delle virtual machine e di disconnettersi al termine dello stesso.
L’impostazione di base dello script mantiene 3 set di backup dei server virtuali archiviati, il tutto può essere modificato a proprio piacimento e secondo le proprie necessità.
Elenchiamo ora le principali funzionalità:
# Supporto per multipli VMDK disk per server virtuale
# Backup on line dei server virtuali
# Possibilità di spegnere il server virtuale prima di inziare il backup e di riaccenderla al termine di questo
# Il backup se il server virtuale contiene degli Rdm (raw device mappings) , questi verranno ignorati e quindi non salvati.
# Modifica del numero di backup set mantenendo quindi uno storico dei server virtuali.
# Supporto completo a datastore di vario tipo.

Passiamo ora alla parte pratica.
Scarichiamo il file ghettoVCB.sh e copiamo il file, senza apportarvi alcuna modifica, all’interno dell’host esx (si può utilizzare winscp da windows oppure scp da linux).
Una volta copiato file spostiamolo nel seguente percorso: /vmfs/volumes/datastore
Questo perché il file protrebbe essere cancellato durante il prossimo boot se posizionato altrove, Esxi infatti non cancella assolutamente il contenuto dei datastore.
Nel nostro ambiente abbiamo usato un datastore per i backup basato su freenas attivando il supporto per iscsi ed aggiungendolo quindi all’ host vmware esx.
Creiamo ora un file di testo, nominandolo ad esempio “vm_to_backup”, contenente il nome dei server virtuali che sono visibili nell’inventario usando il vmware client (nel mio caso: debian_01 e w2008_01), ogni nome su una nuova riga.
Faccio due raccomandazioni:
Non editare o creare questo file da windows per evitare di inserire caratteri di controllo inseriti da editor windows
Inserire i nomi nel file “vm_to_backup” prestando attenzione alle maiuscole ed alle minuscole riportandole esattamente come visibile dal client vmware.

Ora verifichiamo il file creato, digidando :

[root@btsesx01 scripts]# cat vm_to_backup

Visualizzeremo (nel mio caso):
debian_01
w2008_01
possiamo quindi procedere editando il file ghettoVCB.sh e cambiando alcuni paramentri:
la directory dove salvare i file di backup , la rotazione dei backup set, l’eventuale spegnimento prima del backup e l’impostazione di un’eventuale server di tipo NFS persistente o meno.
Una volta modificato a proprio piacimento il file di esempio dalla directory contentente lo script eseguiamo il comando:

./ghettoVCB.sh vm_to_backup

Il backup verrà avviato e tramite un contatore di avanzamento procederà al backup dei server virtuali.
Come noterete il processo di copia procederà lentamente o meno a seconda della potenza del vostro hardware di supporto al vostro ambiente di server virtuali.

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Vmware - Virtualizzazione

Abilitare accesso root via ssh per vmware esxi 3.5 e 4.0

27 settembre 2009

Abilitare accesso root via ssh per vmware esx

Questa procedura è valida sia per la vmware 3.5 che per la 4.0,l’ho testata su entrambe le versioni.. non è nulla di trascendetale si tratta solo di cambiare un parametro all’interno della configurazione della servizio sshd della service consolle..
Ecco come abilitare l’accesso root via ssh ad un nodo vmware esx:

– Entrate  nella service consolle  (fisicamente dovete avere acesso alla tastiera e al monitor del server,se avete la iLO è  uguale…)
– Dalla service consolle fisica potete accedere come root
– Dopo esservi autenticati digitate: vi /etc/ssh/sshd_config
– Trovate  la riga con il parametro: PermitRootLogin da “no” a “yes”,hiudete l’editor e salvate
– Riavviate il servizio sshd con il seguente comando: service sshd restart

Ora potete collegarvi via ssh con root. Ovviamente se avete un cluster questa procedura và ripetuta per ogni singolo nodo..

Ecco invece come abilitare la service consolle nella vmware esxi e come abilitare ssh.

Come ben sapete la vmware esxi è gratuita e in teoria non prevede nessuna service consolle, ma ovviamente c’è il trucchetto, sia per accedere ad una service consolle minimale che prevede molti comandi esx sia per abilitare ssh, la procedura  per abilitare root via ssh è la stessa descritta sopra..
Ma ecco la procedura:

– Entrate nella consolle della vmware esxI (Anche qui si tratta di stare fisicamente sulla macchina o tramite iLO)
– Premetete ALT + F1
– digitate: unsupported
– digitata la password di root. Non vedrete nulla stampato a video,  solo il cursore lampeggiare.
– Dopo aver digitato la password come  per magia avrete accesso ad una service consolle  minimale con tutti i comandi esx classici..

Per abilitare ssh fate come segue:

– digitate: vi /etc/inetd.conf
– individuate la riga che inizia con  “#ssh”
– rimuovete il carattero cancelletto facendo divetare la riga da “#ssh” a “ssh”
– Salvate e chiudete il file
– Riavviate il management service con il comando “/sbin/services.sh restart”
– Oppure se potete riavviare il server esxi che è meglio..

Ecco che ssh sarà disponibile anche sulla vmware esxi.
Per i newbie di “vi” (miglior editor di testo al mondo..) ecco qualche info veloce:

aprite un  file con il comando: “vi nome_file”
per cercare una stringa digitate: “/  stringa_da_cercare”
per modificare digitate: “a”
per salvare e chiudere digitate: “wq!”

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Vmware - Virtualizzazione

Come creare un Forum

18 settembre 2009

Vuoi creare anche tu un forum semplice. Puoi utilizzare il servizio on-line ForumFree, che permette la creazione di forum on-line gratuitamente. Ecco tutte le dritte e i suggerimenti per usarlo al meglio delle sue potenzialità.

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La prima cosa che devi fare per creare il tuo forum on-line è quella di collegarti al sito Internet di ForumFree. Nell’home page di ForumFree, fai click prima sulla voce Crea il tuo forum presente nella colonna di sinistra e poi sulla voce Registrati nella pagina Web che si apre.

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Nel modulo di registrazione che si apre, digita il nome utente che vorresti in Scegli un nome utente, la password per accedere a ForumFree nei due campi di testo Scegli una password/Reinserisci la password e il tuo indirizzo e-mail negli ultimi due campi di testo presenti.

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Dopo aver messo il segno di spunta alle tre voce Acconsento, fai click sul pulsante Accetto. Controlla la tua posta elettronica e apri l’e-mail ricevuta da ForumFree: devi fare click sul collegamento Web presente nell’e-mail per confermare la registrazione a ForumFree.

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Nella pagina Web che si apre, fai nuovamente click sulla voce Crea il tuo forum presente nella colonna di sinistra per avviare la procedura di creazione del tuo forum su Internet. Nella procedura di creazione gratuita del tuo forum, la prima cosa che devi fare è dare un nome e un indirizzo Web al forum che stai creando.

Digita il nome del tuo forum nel campo di testo Nome del tuo forum e l’indirizzo Web a cui vuoi raggiungerlo in Nome dominio (sarà del tipo http://indirizzochepreferisci.forumfree.net). Puoi dividere il tuo forum in più sezioni facilmente, digitando il nome della sezione da creare sotto la colonna Nome sezione ed aggiungendo una eventuale descrizione. Per creare il tuo forum, non ti resta che fare click sul pulsante Crea il tuo forum.

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Per visualizzare il tuo forum, fai click sul suo nome nella pagina Web che si apre. Quando sei identificato con nome utente e password nel tuo forum, puoi amministrarlo, facendo click sulla voce Amministrazione e utilizzando il riquadro con il nome del tuo forum nella colonna di sinistra della pagina Web che si apre.

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Il mio consiglio è quello di cambiare subito l’interfaccia grafica del forum creato. Per farlo, fai click sulla voce Modifica skin presente nella colonna di sinistra. Dopo aver selezionato una delle interfacce grafiche disponibili, fai click sul pulsante Registra le modifiche per applicarla al tuo forum.

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Per amministrare al meglio il tuo forum creato su ForumFree, puoi seguire i consigli di questa guida. Per qualsiasi dubbio sul tuo forum, è sempre disponibile il forum di supporto di ForumFree.

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Documenti Tecnici

Nascondere File E Cartelle Con Password

18 settembre 2009

Grazie al programma gratuito WinMend Folder Hidden, consente di nascondere file e cartelle su Windows e proteggere il tutto con una password. Ecco come funziona.


La prima cosa che devi fare è quella di collegarti sul sito Internet di WinMend Folder Hidden e fare click sul pulsante blu Download che si trova a metà pagina per scaricare il programma sul tuo PC.

A scaricamento completato apri, facendo doppio click su di esso, il file appena scaricato (WinMend-Folder-Hidden.exe) e, nella finestra che si apre, clicca prima sul pulsante OK per confermare l’utilizzo della lingua inglese (la lingua italiana non è supportata) e poi sul pulsante Next.

Accetta quindi le condizioni di utilizzo del programma mettendo il segno di spunta accanto alla voce I accept the agreement e fai click prima su Next per quattro volte consecutive e poi su Install e Finish per terminare la procedura d’installazione e avviare il programma.

Nella finestra che si apre, digita nei campi Enter Password e Confirm Password la parola chiave che intendi utilizzare per nascondere i file e le cartelle e clicca sul pulsante OK per confermare la scelta.

Per selezionare i file e le cartelle da nascondere, utilizza i pulsanti Hide Folder (per le cartelle) e Hide Files (per i file) collocati nella parte alta a destra della schermata principale di WinMend Folder Hidden.

Per rendere nuovamente visibili dei file o delle cartelle nascosti, nella finestra principale di WinMend Folder Hidden devi mettere il segno di spunta accanto agli elementi che non vuoi più tenere nascosti e cliccare sul pulsante Unhide.

Per aprire il programma, ti sarà richiesta, ad ogni avvio, la password precedentemente impostata. Se vuoi cambiarla, non devi far altro che cliccare sul pulsante Change Password nella finestra principale di WinMend Folder Hidden.

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Come unire più PDF in un unico PDF e come dividere un PDF in più pagine

17 settembre 2009

ArduoPdfMerger permette di unire più PDF in un unico PDF così come di dividere un PDF in più pagine. Se hai più file PDF e vuoi crearne solo uno, puoi utilizzare ArduoPdfMerger.

Se vuoi dividere un file PDF in più pagine, eliminare quelle inutili e crearne uno nuovo con solo quelle utili, puoi usare ArduoPdfMerger. Se a quanto detto, aggiungi che ArduoPdfMerger è completamente gratuito e semplicissimo da usare, puoi capire perché secondo me è fantastico.

Unire e dividere PDF con ArduoPdfMerger

La prima cosa che devi fare per unire più PDF in un unico file o per dividerli in più pagine è quella di scaricare ed installare sul tuo computer il programma ArduoPdfMerger. Collegati al sito Internet di ArduoPdfMerger e fai click sulla voce ArduoPDFMerger :: Download Now :: per scaricarlo sul tuo computer.

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Al termine dello scaricamento, fai doppio click sul file di installazione scaricato. Nella prima finestra che si apre, fai click sul pulsante OK, mentre in quella successiva sul pulsante Next. Accetta, quindi, la licenza di utilizzo del programma, spuntando la voce I accept the agreement.

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Fai quindi sempre click sul pulsante Next e poi sul pulsante Install. Al termine della procedura di installazione, fai click sul pulsante Finish. Nella prima finestra che si apre, fai click sul pulsante Let’s start! per avviare ArduoPdfMerger.

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Unire più PDF in un unico file

ArduoPdfMerger permette di unire più PDF in un unico PDF con una manciata di click. Devi, prima di tutto, selezionare i PDF da unire. Per farlo, fai click sul pulsante con il più di colore verde presente in alto a destra e poi sul pulsante . Nella finestra che si apre, seleziona il file PDF con cui lavorare e fai click prima sul pulsante Apri e poi sul pulsante Add Pdf.

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Ripeti la stessa procedura con tutti i file PDF da unire, che saranno inseriti nella schermata principale del programma. Per stabilire l’ordine in cui i PDF dovranno essere uniti, spostali nell’ordine desiderato nella schermata principale del programma, utilizzando le frecce di colore verde presenti in alto a destra. Puoi invece cancellare un PDF aggiunto, selezionandolo e facendo click sul pulsante rosso con una X bianca al suo interno.

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Per unire i tuoi PDF in un unico file PDF, fai click sul pulsante presente nella sezione File To Save. Nella finestra che si apre, dai un nome al nuovo file PDF e fai click prima sul pulsante Salva e poi sul pulsante Process per unire tutti i PDF inseriti in un unico PDF.

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Dividere un PDF in più pagine

ArduoPdfMerger permette anche di dividere un PDF in più pagine per eliminare quelle che non servono e salvare in un nuovo file PDF solamente quelle necessarie (anche una sola pagina, se si vuole). Per farlo, fai click sul pulsante con il più di colore verde presente in alto a destra e poi sul pulsante .

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Nella finestra che si apre, seleziona il file PDF con cui lavorare e fai click prima sul pulsante Apri e poi sul pulsante Add Pdf, dopo aver messo il segno di spunta alla voce Split pdf pages. Vengono mostrate tutte le singole pagine del PDF. Elimina le pagine non necessarie, selezionandole e facendo click sul pulsante rosso con una X bianca al suo interno.

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Dopo aver sfoltito il file PDF aggiunto e determinato l’ordine delle pagine rimanenti, tramite i pulsanti con le frecce di colore verde, fai click sul pulsante presente nella sezione File To Save. Nella finestra che si apre, dai un nome al nuovo file PDF e fai click prima sul pulsante Salva e poi sul pulsante Process per crearlo.

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Il mio IP è nelle BlackList? Sono stato bannato?

9 settembre 2009

Questa utility ti consente di capire se un indirizzo IP è presente nelle blacklist distribuite in internet. Le blacklist sono un sistema efficace per combattere lo spam e sono utilizzate da molti software antispam. Tra questi spicca SpamAssassin, un software molto potente che identifica parecchio SPAM in tutta internet. Questo celebre software antispam assegna punti in base a regole, riportate per completezza nel report sottostante.

http://www.dnsqueries.com/it/test_ip_blacklist.php

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