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Archivio per ottobre 2009

Barra Menu in Stile Mac OSX su Windows Xp/Vista

27 ottobre 2009

Barra Menu in Stile Mac OSX su Windows Xp/Vista


Come tutti sapete una delle cose più belle del mac è la barra menu che si trova in basso allo schermo che ci permette di scegliere quale applicazione avviare facilmente, ora è possibile averla su Windows grazie all’applicazione RocketDock

Bene in questo tutorial vedremo come avere la barra del menu Mac sul nostro windows
Per prima cosa scaricate RocketDock al seguente indirizzo: http://rocketdock.com/download
Una volta installata, avviamo l’applicazione, vi comparirà la barra sul desktop, ora scegliete “Impostazioni Barra”
Da qui modificate le impostazioni a vostro piacimento, scegliete lo stile e la posizione che la barra avrà sul vostro schermo
Fatto questo installiamo un componente aggiuntivo che è la
StackDocklet, un particolare plugin che ci permetterà di avere un effetto come quello della barra di mac
Scarichiamo la Stackdocklet a questo indirizzo:
http://rocketdock.com/addon/docklets/1791

Estraiamo il contenuto dell’archivio che è una cartella nominata StackDocklet in
ProgrammiRocketDock-
Docklets


Perfetto ora clicchiamo con il tasto destro sulla barra e selezioniamo aggiungi elemento StackDocklet

Ora abbiamo un nuovo elemento, clicchiamo con il tasto destro sull’icona appena apparsa e scgliamo “Impostazioni icona”
Scegliamo l’icona e la cartella, dopodichè il modo in cui visualizzarla che puo’ essere Fan o Grid

L’effetto sarà il seguente
Enjoy

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Documenti Tecnici

Installare il modem ADSL in Linux

18 ottobre 2009

Installare il modem ADSL in Linux

Qualche settimana fa ho deciso di installare Linux, ma completata l’installazione mi sono trovato ad affrontare un grande problema: l’installazione del mio modem ADSL. Non essendo Linux un sistema PnP (Plug & Play) dobbiamo configurare tutto (o quasi) manualmente. Installeremo ora il nostro modem con i drivers ECI ADSL 0.6. Prima di cominciare verifichiamo la compatibilità dei drivers ECI con il nostro modem, dalla lista qui sotto.

Modem Compatibili

Aethra Starmodem Allnet ALL768UB Archtek UGW-8000 Askey ALE070 Askey ALE130 Askey ALE150 Asus AAM6000UG Atlantis I-Storm Aztech DSL100U BT Voyager BT Voyager 100 BT Voyager 105 Cypress Globespan G7000 D-Link DSL200 D-Link DSL200 rev B Digicom MichelAngelo USB Dynalink ALE070 ECI HiFocus / B-Focus Eicon Diva Ericsson hm120dp Fujitsu FDX310 GreatSpeed GS-U210G Neo GVC BB039 Ipmdatacom Dataway USB Ipmdatacom Speedweb Ipmdatacom Webpower Kraun ADSL USB Linkmax HSA 100 Lucent CellPipe USB-20A Nortek 2020 (models #1 and #2) Nortek 2021 Prolink Hurricane 7000 Siemens Santis (model #3) Siemens Santis (models #1 and #2) Siemens Santis 10 SMC 7003 V.2 USB ADSL Solwise SAR100 / EA100 Supergrass ADSL USB Surfer Telewell TW-EA100 Topcom Webr@cer 850 Topcom Xplorer 850 Turbocomm EA100 US Robotics 8500 Virata ADSL USB Wan modem Wisecom ws-ad80usg WyTek FM028 Xavi X7005Q2 Xentrix USB Zoom 5510 ADSL Zyxel Prestige 630-41

Il file zip contiene

Pacchetto “Linux ADSL” Drivers ECI ADSL (sono i drivers), RPM per ECI ADSL (installano automaticamente i drivers in Linux), File binari di esempio per la sincronizzazione del modem alla portante

Installazione

Quando abbiamo scaricato i file scompattiamo l’archivio zip in una cartella “comoda” di Linux ed avviamo un terminale. Term.gif In KDE l’icona del terminale

  • Scriviamo l’istruzione per identificarci in root:
    1. su
    2. (password mia)

  • Spostiamoci nella cartella dove abbiamo messo i file scaricati.cd 'cartella'
  • Dobbiamo ora scompattare il file che contiene i driver:tar zxvf eciadsl-usermode-0.6.tar.gz
  • La decompressione creerà una cartella. Entriamoci:cd 'eciadsl-usermode-0.6'
  • Eseguiamo adesso i seguenti comandi per compilare le sorgenti dei drivers.
    1. ./configure
    2. make
    3. make install

  • Quando avremo finito prendiamo gli rpm e spostiamoli nella cartella dove abbiamo i nostri file.Eseguiamo quindi l’istruzionerpm -ivh eciadsl-usermode-0.6-2.i386.rpm Per avviarli. Vi verrà chiesta conferma di ciò che state effettuando. Date “Sì”. A questo punto l’installazione è terminata. Adesso bisogna configurare il modem, che è la parte più difficoltosa.

Configurazione

Se facciamo le cose bene e con ordine vedremo che non si presenteranno problemi. Installiamo ora i file binari che servono a sincronizzare il modem con la portante. Questo è necessario perché non esiste un unico binario nel mondo, ma si cambia a seconda del paese da cui effettuiamo la connessione.

  • Scompattiamo tutti i file binari,tar zxvf eciadsl-synch_bin.tar.gz
  • Spostiamoci nella cartella,cd 'eciadsl-synch_bin'
  • Adesso copiamo tutti i file nella directory dove Linux ha installato i drivers.cp *.* ' /etc/eciadsl'
  • Se abbiamo seguito le istruzioni riusciremo adesso a riconoscere i file dalla console di configurazione dei drivers che adesso avvieremo.Chiudiamo il terminale e riavviamolo. Scriviamo:
    1. su
    2. (password mia)
    3. cd ‘/usr/local/bin’
    4. eciconf.sh

    Const.gif L’avvio della console di configurazione nel terminale. Ci troveremo ora davanti ad una serie di parametri da configurare.

    • 1 Selezioniamo il nostro modem dalla lista
    • 2 Immettiamo nome utente e password.
    • 3 Selezioniamo il nostro provider e controlliamo che i DNS siano corretti (è importante perché a volte sono frutto di problemi durante la connessione, ne possiamo trovare di aggiornati sul sito del nostro fornitore)
    • 4 Selezioniamo il binario di sincronizzazione. Vi conviene provarne un po’ , dovete fare le vostre prove, perché come già detto il binario cambia a seconda della zona in cui viviamo.
    • 5 Creiamo la configurazione premendo su questo tasto.

    Conf.gif A questo punto abbiamo finito.

    Connect NOW

    Ok. A questo punto apriamo un terminale e digitiamo la stringa startmodem Per connetterci. Aspettiamo… Quando la connessione è avvenuta iniziamo a navigare!!! Buon divertimento.

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    Documenti Tecnici

    Back Up the ESXi Host Configuration

    11 ottobre 2009

    Back Up the ESXi Host Configuration

    ESX_ServerIn una Virtual Infrastructure, oltre al backup delle virtual machine, è necessario backuppare anche la configurazione degli host esxi nel caso si debba ripristinarla in una fase di disaster recovery.
    In questo post mostrerò come farlo in modo facile e da interfaccia grafica senza utilizzo di riga di comando o collegamenti alla console dell’host esxi o altra roba troppo da nerd ;) .
    Per prima cosa scaricare e installare dal sito vmware la “vmware remote CLI” ovvero “command line interface” per gestire, tramite  riga di comando, l’host esxi. (esxi non include a differenza di esx, una service console).
    Assicurarsi  inoltre che sul pc con os windows(dal quale si effettuerà il backup) sia installato il framework Microsoft .net 3.5.
    Infine utilizzeremo il programma chiamato “Esxi configuration utility” scaricabile dal sito itsallvirtual.com che utilizza molti comandi della “remote CLI” attraverso l’uso una semplice interfaccia grafica.
    Il programma è fermo alla versione 1.0.2 (10-23-08) ma perfettamente funzionante anche su esxi 4.o.o, ed è rilasciato come freeware; cito testualmente dal sito : “This application is considered freeware software, it is not intended for use in a production environment.” (bé io ve lo detto!! :) ).
    Questo programma si rivela utilissimo perché oltre ad effettuare velocemente e semplicemente il backup della configurazione ne consente  anche un altrettanto veloce e semplice restore e inoltre permette l’upgrade degli host esxi, con patch scaricate dal sito vmware.
    Infine tramite l’uso della CLI è in grado di generare una sorta di reportistica minimale sullo stato degli host esxi.
    Una volta installato il programma, occorre definire il percorso dove è installata la remote CLI dopodiché l’utility permette di collegarsi all’host esxi e dal tab “Config Backup” cliccando sul bottone “Create esxi backup file” effettueremo il backup della configurazione nel percorso stabilito nel “backup file location” e il gioco è fatto….già tutto qui!!
    Vedi galleria immagini sottostanti:

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    Vmware - Virtualizzazione

    Espandere i volumi dei dischi vmdk in vmware esx 3.0-3.5 U2

    11 ottobre 2009

    Espandere i volumi dei dischi vmdk in vmware esx 3.0-3.5 U2

    logo-vmware,E-U-3126-3Fino alla versione di esx 3.5 update 2 non vi è la possibilità di espandere o modificare la dimensione dei volumi dei dischi virtuali vmdk a Virtual machine  accesa (occorre avere la versione esx-esxi 3.5 update 3 o successive).
    In questo post illustrerò, a mio avviso, la procedura per fare questa operazione  nel modo più veloce e sicura però sempre a vm spenta.
    Prima di fare questo tipo di operazioni effettuare sempre un backup/copia della VM.!!
    Dobbiamo anzitutto, procurarci un software per espandere e manipolare le partizioni e i file systems e consiglio caldamente di utilizzare GParted, una live basata su GNU/linux con licenza GPL, scaricando dal sito l’immagine .iso e tramite scp (es. winscp) spostarla su uno storage raggiungibile dalla VM.
    Per prima cosa spegnere la VM e collegarsi via ssh (es. putty) all’host esx e portarsi nel direttorio di storage che contiene i file dei volumi della VM, che si vuole espandere e identificare il file .vmdk
    es:

    cd /vmfs/volumes/storage1/serverdati/serverdati.vmdk

    Ora vogliamo aumentare l’attuale dimensione di 15 GB del file serverdati.vmdk ad 150 GB
    Per fare questo si utilizza il comando “vmkfstools” come segue:

    vmkfstools -X 150G serverdati.vmdk

    NB : il parametro che il comando richiede (150G) è la nuova dimensione finale del volume vmdk non l’incremento voluto.
    Il file vmdk risulta di 150GB ma fisicamente lo spazio su disco non è ancora allocato; dobbiamo quindi intervenire per assegnarlo a livello di file system.
    Collegarsi tramite la VMware Virtual Infrastructure Client all’host esx,  selezionare la VM in questione e cliccare su “edit settings” poi dal menù “Hardware” selezionare “CD/DVD drive” e impostare “Datastore ISO file”.
    Dal tasto “browse” cercare e selezionare l’immagine iso di gparted precedentemente scaricata.
    Ovviamente il cd/dvd drive deve essere connesso in fase di boot della VM.

    vmdk01

    Avviate ora la VM che dovrebbe partire lanciando l’iso di Gparted caricata dal cd/dvd (se così non fosse entrate nel bios della VM con F2 e impostare il boot da cd).

    gparted01

    Una volta avviato GParted occorre selezionare il volume (1) e tramite il tasto “Ridimesiona/Sposta” (2) si apre una finestra che permette il ridimensionamento del volume fino alla nuova quota (3):

    gparted02

    Cliccare poi su “Apply” per confermare l’operazione:

    gparted03

    Il volume verrà espanso fino a 150 GB.
    Riavviare la VM rimuovendo dal CD/DVD l’immagine iso di gparted.
    A riavvio effettuato la nostra VM dell’esempio, che è una macchina windows, farà partire il check disk e una volta terminato avvierà il sistema operativo, ma dato che parliamo di windows si dovrà effettuare un’ulteriore reboot perchè venga riconosciuta definitivamente  la nuova dimensione del volume.

    Espandere i volumi dei dischi vmdk in vmware esx-i 3.5 U3 e successivi

    logo-vmware,E-U-3126-3Fino alla versione vmware esx/esxi 3.5 update 2 , poteva effettuarsi però solo a macchina virtuale spenta.
    Con l’avvento del upgrade 3 le cose sono notevolmente cambiate ed è possibile effettuare l’espansione dei volumi virtuali, anche di sistema, di una VM in esecuzione (!!!!!) in maniera davvero facile e veloce.
    Questa procedura è fattibile, oltre che ad avere la versione esx/esxi 3.5 U3, combinandola con l’uso dell’utility ExtPart della Dell.
    Per prima cosa occorre scaricarsi extpart e salvarla sul disco della VM, di cui si intende modificare la dimensione del volume.
    Per seconda collegarsi, tramite alla VMware Virtual Infrastructure Client, all’ host esx/esxi su cui è configurata la nostra VM,  selezionarla e cliccare su “edit settings”.
    Nel primo tab “Hardware” selezionare la periferica del disco fisso e a destra della finestra avrete una voce denominata “Disk Provision” in cui sarà presente la quota del hard disk e la possibilità di incrementare la dimensione del volume. (vedi figura sotto).

    vmware - harddisk

    Nell’esempio il volume del virtual disk è di 8GB e vogliamo portarlo a 10GB quindi incrementeremo la “provisioned size” da 8 a 10GB.
    Collegandosi  infatti alla VM   e controllando i volumi ,visibili dal menù della “gestione disco”, si vedrà che lo spazio incrementato è già immediatamente disponibile ma chiaramente ancora non allocato nel file system.
    gestione disco 1

    Ora per l’incremento finale del volume lanciare l’utility Extpart , salvata precedentemente sulla VM, che aprirà un prompt dos in cui occorre digitare la lettera del volume che si desidere espandere, nell’esempio c: (partizione di sistema), e definire in MB l’incremento voluto, nell’esempio 2048 MB per portare la dimensione del volume dagli 8GB iniziali ai 10GB finali.

    extpart

    Bene fatta questa velocissima operazione tornare nella gestione disco della VM e lanciare l’analisi dei dischi:

    gestione disco 2

    Et voilà!

    gestione disco 3

    Il disco, ripeto di sistema, ora è stato espanso alla dimensione voluta a macchina virtuale in esecuzione il tutto impiegando si e no 10 minuti…non male vero??!!

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    Vmware - Virtualizzazione

    Virtual Infrastructure gratuita con vmware esxi e openfiler

    11 ottobre 2009

    Virtual Infrastructure gratuita con vmware esxi e openfiler

    esxi-openfilerClamorosamente quasi un annetto fa vmware rilasciò gratuitamente il suo nuovo hypervisor esxi (qui trovare il datasheet) che permette di mettere in piedi vera e propria una virtual infrastructure accollandovi ovviamente solo il costo dell’hardware.
    Occorre controllare che il vostro server sia elencato sulla HCL (hardware compatibility list) di vmware esxi e il gioco è fatto.
    Non starò qui a descrivere l’installazione di esxi perché è davvero semplicissima e in rete  si trovano infinite guide a riguardo ben fatte.
    In questo post spiegherò come realizzare con vmware esxi, come hypervisor, e openfiler come iscsi san, una eccellente infrastruttura virtuale gratuita.
    Diamo per scontato di avere già pronti all’uso un sistema esxi e un sistema openfiler.(vedere i miei post precedenti sull’installazione openfiler).
    Configuriamo in primis Openfiler per farlo diventare un “Target iSCSI” a cui successivamente collegheremo vmware esxi.
    Step 1 – Network access configuration
    Per prima logatevi e andate nel menù System-Network Access Configuration e aggiungete l’indirizzo ip, la netmask del vostro host esxi con l’opzione “share”; in questo modo esxi avrà accesso ad openfiler.
    openfiler - network access configuration
    Step 2 – Creare un nuovo volume fisico
    Ora occorre creare un nuovo volume fisico: per farlo andare nel menù Volumes e selezionare Block devices.
    openfiler - volumes block device
    Selezionare “Edit disk” nel hard disk in cui si vuole creare il volume fisico, assegnandogli lo spazio desiderato e definendolo come “primario”.
    openfiler - edit disk

    Dopo aver creato un volume fisico, in cui è stato configurato l’hd in uso e la dimensione, occorre destinarlo ad un “volume group” che va successivamente creato.
    Step 3 . Creazione di un nuovo Volume group
    Bisogna ora creare un “volume group” che contenga il volume fisico appena creato.
    Dal menù “volumes” selezionare “volumes group”  poi “create a new volumes group” e infine una volta aggiunto il nome del gruppo, nel mio caso “storage” su un volume di  720GB, selezionare il volume fisico associato e cliccare su “add volume group” ed ecco il risultato:
    openfiler - create volume group

    Step 4 – Creazione del volume iSCSI

    Selezionare il volume, nel mio caso “storage” e cliccare sul bottone “change” e vi troverete a dover impostare il nome del volume, nel mio caso “sandisk2″, allocare lo spazio disco e (nel mio caso ho utilizzato l’intera capacità del volume) e infine per il tipo di file system scegliere iscsi e cliccare sul tasto “create”. Il risultato sarà come mostrato in figura sotto:
    openfiler - create volume

    Step 5 – Abilitare il servizio iSCSI Target.
    Su openfiler di default il servizio “iscsi target” è disabilitato, occorre quindi abilitarlo per permettere all’host esx/esxi di potersi collegare alla nostra san openfiler.
    Andare nel menù “services” e abilitarlo (vedi figura sotto):

    openfiler - enable iscsi target

    Step 6 – Aggiungere un “Target iSCSI”

    Tornare nel menù “volumes” e nel menù di destra cliccare su “iscsi targets” e poi su “Target configuration”; io ho ultizzato il defautl IQN che genera Openfiler dopodichè cliccare sul tasto”Add”.
    openfiler - add iscsi

    Step 7 – Map the LUN

    Lun è l’acronimo di Logical Unit Number e openfiler assegna allo storage iscsi un unità logica univoca che esx possa riconoscere ed aggiungere.
    Sezionate nel menù “lun mapping” lo scsi target e cliccate sul tasto “map”:
    openfiler  -lun mapping

    Step 8 – Permettere l’accesso al “Target iscsi”:

    Sempre nello stesso menù cliccare sul tab “Network ACL” e troverete la lista dei vostri host a cui permettere l’accesso al lun iscsi cliccando su “allow” (di default sono “deny”) e successivamente sul tasto “update”.
    openfiler - acl

    Bene ora abbiamo abilitato i lun iscsi per essere utilizzati come storage dall’host o hosts esxi e abbiamo concluso la configurazione di openfiler!!!

    Step 9 –  Configurare iSCSI inVmware esxi
    Occore adesso aggiungere in vmware esxi un nuovo virtual switch dedicato al traffico iscsi, quindi aprite il VMware Virtual Infrastructure Client del vostro esxi e selezionate il tab “configuration” (1)  poi in “networking” (2) e cliccare su “add Networking” (3) e nella finestra che vi si presenta selezionare come tipo di connessione “VMkernel” (4) per aggiungere uno virtual switch da utilizzare per il traffico iscsi. Infine cliccare su next (5).
    vmware - vkernel

    Ora date un nome al vostro virtual switch iscsi e un indirizzo ip e scegliere se utilizzare uno nuovo vswitch o agganciarsi ad uno esistente (l’ideale sarebbe creare una vlan su uno switch fisico dedicata solo al traffico iscsi a cui collegare lo switch virtuale tramite scheda di rete fisica dell’host).
    vmware - vswitch

    Ecco il risultato ottenuto:
    vmware - networking
    Adesso occorre configurare il virtual switch iscsi per aggiungere la connessione LUN ad openfiler, quindi sempre dal menù” configuration” selezionare la voce del menù a sinistra nominata “storage adapter” e selezionare il vostro iscsi adapter e cliccate su “properties”.
    vmware - iscsi setup

    vmware - prop

    Di default la connessione iscsi è disabilitata quindi occorre abilitarla cliccando sul tasto “configure” e spuntando il flag “enable”.

    vmware - iscsi enable

    Vedrete ora popolarsi i parametri dell’iscsi come da figura sotto:

    vmware - iscsi pop

    Successivamente bisogna aggiungere l’indirizzo ip della san openfiler.
    Dal tab “Dynamic discover” poi su “add” e infine aggiungere l’ip dell’iscsi server.

    vmware - add ip

    Infine vi verrà richiesto una scansione degli storage adapters in modo da aggiungere il nuovo storage iscsi.

    vmware - yes!

    La procedura è terminata ora troverete lo storage iscsi aggiunto nella lista dei datastore.

    vmware - iscsi end

    Bene abbiamo appena ottenuto una Virtual Infrasctructure gratuita e di livello enterprise!!!!
    Ora potete creare le vostre macchine virtuali salvandole sullo storage iscsi, fornito dall’ottimo openfiler, e se aggiungete alla virtual infrasctructure un altro host esxi potete condividere lo storage iscsi e implementare una struttura in alta affidabilità.

    bye :)

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    Vmware - Virtualizzazione

    Guida all’installazione dei VMware Tools in Ubuntu Linux

    1 ottobre 2009

    Guida all’installazione dei VMware Tools in Ubuntu Linux

    Il Cd virtuale del VMware ToolsI VMware Tools sono una raccolta di drivers in grado di ottimizzare il funzionamento di una macchina virtuale VMware. Esistono pacchetti analoghi per gli altri principali prodotti di virtualizzazione, come i Virtual Machine Additions di Microsoft Virtual PC e i Guest Additions di VirtualBox.

    Mentre l’installazione di questi tools su una macchina guest con Windows è semplicissima, su un sistema Linux bisogna seguire alcuni accorgimenti che non sono scontati, soprattutto per chi non è abituato a lavorare dalla linea di comando.

    Vediamo dunque come eseguire questa procedura con una macchina virtuale basata su Ubuntu Linux. La procedura è molto simile anche su altre distribuzioni. Noi abbiamo eseguito la procedura con VMware Workstation, con VMware Server è praticamente identica, mentre ovviamente VMware Player non li include, visto che non è pensato per la creazione di macchine virtuali.

    Per accedere alla linea di comando aprite Applicazioni / Accessori / Terminale.

    L’installazione dei VMware Tools da linea di comandoSe state utilizzando l’ultima versione di Ubuntu (la 8.04) potete saltare questi passaggi iniziali e andare subito all’installazione dei Tools. Se usate invece una versione precedente dovete verificare che siano installati tutti i componenti necessari all’installazione. Lanciate dunque uno dopo l’altro i comandi seguenti (vi ricordiamo che dopo l’inserimento del comando sudo dovrete inserire la password di un utente dotato di permessi di amministrazione):

    sudo apt-get install gcc

    sudo apt-get install build-essential

    sudo apt-get install linux-headers-`uname -r`

    Dopo che Ubuntu avrà scaricato e installato tutti i pacchetti potrete finalmente caricare i Tools.

    Dal menu di VMware Server (o Workstation, a seconda del prodotto che state usando) scegliete VM / Install VMware Tools. Linux si comporterà come se aveste inserito un nuovo Cd dati. Il Cd dovrebbe contenere due file. Dei due l’unico utilizzabile con Ubuntu è quello con estensione Tar.Gz. Apritelo facendo doppio clic, poi premete Estrai e selezionate la Scrivania come percorso per l’estrazione (Fig. 2). Al termine vi troverete con la cartella vmware-tools-distrib sul Desktop. Per lanciare l’installazione dovete riaprire la finestra Terminale e digitare i seguenti comandi (attenzione a maiuscole e minuscole):

    cd /home/nomeutente/Desktop/vmware-tools-distrib

    sudo ./vmware-install.pl

    dove al posto di nomeutente dovrete ovviamente inserire il vostro nome utente. Al posto di “Desktop” potrebbe anche essere necessario scrivere “Scrivania” se avete Ubuntu nella versione 8.04 o 7.10 localizzato in italiano.

    A questo punto dovrebbe partire uno script che procederà all’installazione e vi farà diverse domande. Potete rispondere a tutte le domande con la semplice pressione del tasto Invio. In questo modo accetterete semplicemente le impostazioni di default. Al termine dovrete riavviare per completare l’installazione dei VMware Tools.

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    Vmware - Virtualizzazione