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Archivio per 11 Ottobre 2009

Back Up the ESXi Host Configuration

11 Ottobre 2009

Back Up the ESXi Host Configuration

ESX_ServerIn una Virtual Infrastructure, oltre al backup delle virtual machine, è necessario backuppare anche la configurazione degli host esxi nel caso si debba ripristinarla in una fase di disaster recovery.
In questo post mostrerò come farlo in modo facile e da interfaccia grafica senza utilizzo di riga di comando o collegamenti alla console dell’host esxi o altra roba troppo da nerd ;) .
Per prima cosa scaricare e installare dal sito vmware la “vmware remote CLI” ovvero “command line interface” per gestire, tramite  riga di comando, l’host esxi. (esxi non include a differenza di esx, una service console).
Assicurarsi  inoltre che sul pc con os windows(dal quale si effettuerà il backup) sia installato il framework Microsoft .net 3.5.
Infine utilizzeremo il programma chiamato “Esxi configuration utility” scaricabile dal sito itsallvirtual.com che utilizza molti comandi della “remote CLI” attraverso l’uso una semplice interfaccia grafica.
Il programma è fermo alla versione 1.0.2 (10-23-08) ma perfettamente funzionante anche su esxi 4.o.o, ed è rilasciato come freeware; cito testualmente dal sito : “This application is considered freeware software, it is not intended for use in a production environment.” (bé io ve lo detto!! :) ).
Questo programma si rivela utilissimo perché oltre ad effettuare velocemente e semplicemente il backup della configurazione ne consente  anche un altrettanto veloce e semplice restore e inoltre permette l’upgrade degli host esxi, con patch scaricate dal sito vmware.
Infine tramite l’uso della CLI è in grado di generare una sorta di reportistica minimale sullo stato degli host esxi.
Una volta installato il programma, occorre definire il percorso dove è installata la remote CLI dopodiché l’utility permette di collegarsi all’host esxi e dal tab “Config Backup” cliccando sul bottone “Create esxi backup file” effettueremo il backup della configurazione nel percorso stabilito nel “backup file location” e il gioco è fatto….già tutto qui!!
Vedi galleria immagini sottostanti:

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Vmware - Virtualizzazione

Espandere i volumi dei dischi vmdk in vmware esx 3.0-3.5 U2

11 Ottobre 2009

Espandere i volumi dei dischi vmdk in vmware esx 3.0-3.5 U2

logo-vmware,E-U-3126-3Fino alla versione di esx 3.5 update 2 non vi è la possibilità di espandere o modificare la dimensione dei volumi dei dischi virtuali vmdk a Virtual machine  accesa (occorre avere la versione esx-esxi 3.5 update 3 o successive).
In questo post illustrerò, a mio avviso, la procedura per fare questa operazione  nel modo più veloce e sicura però sempre a vm spenta.
Prima di fare questo tipo di operazioni effettuare sempre un backup/copia della VM.!!
Dobbiamo anzitutto, procurarci un software per espandere e manipolare le partizioni e i file systems e consiglio caldamente di utilizzare GParted, una live basata su GNU/linux con licenza GPL, scaricando dal sito l’immagine .iso e tramite scp (es. winscp) spostarla su uno storage raggiungibile dalla VM.
Per prima cosa spegnere la VM e collegarsi via ssh (es. putty) all’host esx e portarsi nel direttorio di storage che contiene i file dei volumi della VM, che si vuole espandere e identificare il file .vmdk
es:

cd /vmfs/volumes/storage1/serverdati/serverdati.vmdk

Ora vogliamo aumentare l’attuale dimensione di 15 GB del file serverdati.vmdk ad 150 GB
Per fare questo si utilizza il comando “vmkfstools” come segue:

vmkfstools -X 150G serverdati.vmdk

NB : il parametro che il comando richiede (150G) è la nuova dimensione finale del volume vmdk non l’incremento voluto.
Il file vmdk risulta di 150GB ma fisicamente lo spazio su disco non è ancora allocato; dobbiamo quindi intervenire per assegnarlo a livello di file system.
Collegarsi tramite la VMware Virtual Infrastructure Client all’host esx,  selezionare la VM in questione e cliccare su “edit settings” poi dal menù “Hardware” selezionare “CD/DVD drive” e impostare “Datastore ISO file”.
Dal tasto “browse” cercare e selezionare l’immagine iso di gparted precedentemente scaricata.
Ovviamente il cd/dvd drive deve essere connesso in fase di boot della VM.

vmdk01

Avviate ora la VM che dovrebbe partire lanciando l’iso di Gparted caricata dal cd/dvd (se così non fosse entrate nel bios della VM con F2 e impostare il boot da cd).

gparted01

Una volta avviato GParted occorre selezionare il volume (1) e tramite il tasto “Ridimesiona/Sposta” (2) si apre una finestra che permette il ridimensionamento del volume fino alla nuova quota (3):

gparted02

Cliccare poi su “Apply” per confermare l’operazione:

gparted03

Il volume verrà espanso fino a 150 GB.
Riavviare la VM rimuovendo dal CD/DVD l’immagine iso di gparted.
A riavvio effettuato la nostra VM dell’esempio, che è una macchina windows, farà partire il check disk e una volta terminato avvierà il sistema operativo, ma dato che parliamo di windows si dovrà effettuare un’ulteriore reboot perchè venga riconosciuta definitivamente  la nuova dimensione del volume.

Espandere i volumi dei dischi vmdk in vmware esx-i 3.5 U3 e successivi

logo-vmware,E-U-3126-3Fino alla versione vmware esx/esxi 3.5 update 2 , poteva effettuarsi però solo a macchina virtuale spenta.
Con l’avvento del upgrade 3 le cose sono notevolmente cambiate ed è possibile effettuare l’espansione dei volumi virtuali, anche di sistema, di una VM in esecuzione (!!!!!) in maniera davvero facile e veloce.
Questa procedura è fattibile, oltre che ad avere la versione esx/esxi 3.5 U3, combinandola con l’uso dell’utility ExtPart della Dell.
Per prima cosa occorre scaricarsi extpart e salvarla sul disco della VM, di cui si intende modificare la dimensione del volume.
Per seconda collegarsi, tramite alla VMware Virtual Infrastructure Client, all’ host esx/esxi su cui è configurata la nostra VM,  selezionarla e cliccare su “edit settings”.
Nel primo tab “Hardware” selezionare la periferica del disco fisso e a destra della finestra avrete una voce denominata “Disk Provision” in cui sarà presente la quota del hard disk e la possibilità di incrementare la dimensione del volume. (vedi figura sotto).

vmware - harddisk

Nell’esempio il volume del virtual disk è di 8GB e vogliamo portarlo a 10GB quindi incrementeremo la “provisioned size” da 8 a 10GB.
Collegandosi  infatti alla VM   e controllando i volumi ,visibili dal menù della “gestione disco”, si vedrà che lo spazio incrementato è già immediatamente disponibile ma chiaramente ancora non allocato nel file system.
gestione disco 1

Ora per l’incremento finale del volume lanciare l’utility Extpart , salvata precedentemente sulla VM, che aprirà un prompt dos in cui occorre digitare la lettera del volume che si desidere espandere, nell’esempio c: (partizione di sistema), e definire in MB l’incremento voluto, nell’esempio 2048 MB per portare la dimensione del volume dagli 8GB iniziali ai 10GB finali.

extpart

Bene fatta questa velocissima operazione tornare nella gestione disco della VM e lanciare l’analisi dei dischi:

gestione disco 2

Et voilà!

gestione disco 3

Il disco, ripeto di sistema, ora è stato espanso alla dimensione voluta a macchina virtuale in esecuzione il tutto impiegando si e no 10 minuti…non male vero??!!

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Vmware - Virtualizzazione

Virtual Infrastructure gratuita con vmware esxi e openfiler

11 Ottobre 2009

Virtual Infrastructure gratuita con vmware esxi e openfiler

esxi-openfilerClamorosamente quasi un annetto fa vmware rilasciò gratuitamente il suo nuovo hypervisor esxi (qui trovare il datasheet) che permette di mettere in piedi vera e propria una virtual infrastructure accollandovi ovviamente solo il costo dell’hardware.
Occorre controllare che il vostro server sia elencato sulla HCL (hardware compatibility list) di vmware esxi e il gioco è fatto.
Non starò qui a descrivere l’installazione di esxi perché è davvero semplicissima e in rete  si trovano infinite guide a riguardo ben fatte.
In questo post spiegherò come realizzare con vmware esxi, come hypervisor, e openfiler come iscsi san, una eccellente infrastruttura virtuale gratuita.
Diamo per scontato di avere già pronti all’uso un sistema esxi e un sistema openfiler.(vedere i miei post precedenti sull’installazione openfiler).
Configuriamo in primis Openfiler per farlo diventare un “Target iSCSI” a cui successivamente collegheremo vmware esxi.
Step 1 – Network access configuration
Per prima logatevi e andate nel menù System-Network Access Configuration e aggiungete l’indirizzo ip, la netmask del vostro host esxi con l’opzione “share”; in questo modo esxi avrà accesso ad openfiler.
openfiler - network access configuration
Step 2 – Creare un nuovo volume fisico
Ora occorre creare un nuovo volume fisico: per farlo andare nel menù Volumes e selezionare Block devices.
openfiler - volumes block device
Selezionare “Edit disk” nel hard disk in cui si vuole creare il volume fisico, assegnandogli lo spazio desiderato e definendolo come “primario”.
openfiler - edit disk

Dopo aver creato un volume fisico, in cui è stato configurato l’hd in uso e la dimensione, occorre destinarlo ad un “volume group” che va successivamente creato.
Step 3 . Creazione di un nuovo Volume group
Bisogna ora creare un “volume group” che contenga il volume fisico appena creato.
Dal menù “volumes” selezionare “volumes group”  poi “create a new volumes group” e infine una volta aggiunto il nome del gruppo, nel mio caso “storage” su un volume di  720GB, selezionare il volume fisico associato e cliccare su “add volume group” ed ecco il risultato:
openfiler - create volume group

Step 4 – Creazione del volume iSCSI

Selezionare il volume, nel mio caso “storage” e cliccare sul bottone “change” e vi troverete a dover impostare il nome del volume, nel mio caso “sandisk2″, allocare lo spazio disco e (nel mio caso ho utilizzato l’intera capacità del volume) e infine per il tipo di file system scegliere iscsi e cliccare sul tasto “create”. Il risultato sarà come mostrato in figura sotto:
openfiler - create volume

Step 5 – Abilitare il servizio iSCSI Target.
Su openfiler di default il servizio “iscsi target” è disabilitato, occorre quindi abilitarlo per permettere all’host esx/esxi di potersi collegare alla nostra san openfiler.
Andare nel menù “services” e abilitarlo (vedi figura sotto):

openfiler - enable iscsi target

Step 6 – Aggiungere un “Target iSCSI”

Tornare nel menù “volumes” e nel menù di destra cliccare su “iscsi targets” e poi su “Target configuration”; io ho ultizzato il defautl IQN che genera Openfiler dopodichè cliccare sul tasto”Add”.
openfiler - add iscsi

Step 7 – Map the LUN

Lun è l’acronimo di Logical Unit Number e openfiler assegna allo storage iscsi un unità logica univoca che esx possa riconoscere ed aggiungere.
Sezionate nel menù “lun mapping” lo scsi target e cliccate sul tasto “map”:
openfiler  -lun mapping

Step 8 – Permettere l’accesso al “Target iscsi”:

Sempre nello stesso menù cliccare sul tab “Network ACL” e troverete la lista dei vostri host a cui permettere l’accesso al lun iscsi cliccando su “allow” (di default sono “deny”) e successivamente sul tasto “update”.
openfiler - acl

Bene ora abbiamo abilitato i lun iscsi per essere utilizzati come storage dall’host o hosts esxi e abbiamo concluso la configurazione di openfiler!!!

Step 9 –  Configurare iSCSI inVmware esxi
Occore adesso aggiungere in vmware esxi un nuovo virtual switch dedicato al traffico iscsi, quindi aprite il VMware Virtual Infrastructure Client del vostro esxi e selezionate il tab “configuration” (1)  poi in “networking” (2) e cliccare su “add Networking” (3) e nella finestra che vi si presenta selezionare come tipo di connessione “VMkernel” (4) per aggiungere uno virtual switch da utilizzare per il traffico iscsi. Infine cliccare su next (5).
vmware - vkernel

Ora date un nome al vostro virtual switch iscsi e un indirizzo ip e scegliere se utilizzare uno nuovo vswitch o agganciarsi ad uno esistente (l’ideale sarebbe creare una vlan su uno switch fisico dedicata solo al traffico iscsi a cui collegare lo switch virtuale tramite scheda di rete fisica dell’host).
vmware - vswitch

Ecco il risultato ottenuto:
vmware - networking
Adesso occorre configurare il virtual switch iscsi per aggiungere la connessione LUN ad openfiler, quindi sempre dal menù” configuration” selezionare la voce del menù a sinistra nominata “storage adapter” e selezionare il vostro iscsi adapter e cliccate su “properties”.
vmware - iscsi setup

vmware - prop

Di default la connessione iscsi è disabilitata quindi occorre abilitarla cliccando sul tasto “configure” e spuntando il flag “enable”.

vmware - iscsi enable

Vedrete ora popolarsi i parametri dell’iscsi come da figura sotto:

vmware - iscsi pop

Successivamente bisogna aggiungere l’indirizzo ip della san openfiler.
Dal tab “Dynamic discover” poi su “add” e infine aggiungere l’ip dell’iscsi server.

vmware - add ip

Infine vi verrà richiesto una scansione degli storage adapters in modo da aggiungere il nuovo storage iscsi.

vmware - yes!

La procedura è terminata ora troverete lo storage iscsi aggiunto nella lista dei datastore.

vmware - iscsi end

Bene abbiamo appena ottenuto una Virtual Infrasctructure gratuita e di livello enterprise!!!!
Ora potete creare le vostre macchine virtuali salvandole sullo storage iscsi, fornito dall’ottimo openfiler, e se aggiungete alla virtual infrasctructure un altro host esxi potete condividere lo storage iscsi e implementare una struttura in alta affidabilità.

bye :)

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Vmware - Virtualizzazione