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Clonare una macchina virtuale su VMWare ESX

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Clonare una macchina virtuale su VMWare ESX

Lo strumento canonico di VMWare per la creazione di macchine virtuali senza dover reinstallare tutto da zero ogni volta, sarebbero i template.
Lavorare con i template presuppone di averli preparati prima e di usarli spesso, altrimenti potrebbe non valere la pena di utilizzare tempo e spazio sullo storage per gestirli.
La necessità di clonare una macchina virtuale mi si presenta raramente, e di solito procedo in questo modo:
Come prima cosa creo una snapshot della macchina tramite VC Backup. Al termine del processo ho ottenuto un backup della macchina virtuale su una cartella di uno storage esterno, ad esempio i dischi del server Virtual Center. Rinomino la cartella con il nome che desidero per il clone che andrò a creare, e utilizzando VMConverter (quello fornito con ESX server), provvedo a reimportare la macchina, avendo cura di non farla avviare automaticamente al temine del processo di importazione.

Nel frattempo mi procuro Sysrep, un’utility gratuita di Microsoft, scaricabile da qui. Malgrado la pagina parli solo di Windows 2000, WMWare dice che va bene anche per XP Pro e Windows Server 2003 (è vero, uso questa e funziona benissimo).
Con i files di Sysprep è necessario creare un file ISO che va copiato insieme alle altre immagini ISO sul datastore, nella cartella /vmimages/tools-isoimages dei server ESX, tramite WinSCP oppure Veeam FastSCP.
Al termine dell’importazione edito la configurazione del clone, impostando l’avvio con la scheda di rete scollegata e mappando il CD-ROM virtuale sulla ISO di Sysprep residente sui server ESX.

A questo punto posso finalmente avviare la macchina clonata. Alla partenza copio i files di Sysprep dal CD-ROM virtuale a c:\sysprep e lancio il programma; un wizard mi guida nelle operazioni di cambiamento dell’hostname della macchina, dell’impostazione dell’indirizzo IP e nell’eventuale join al dominio. Importante: subito prima di confermare le proprità del TCP/IP bisogna ricollegare la scheda di rete. Al termine del processo il pulsante “Seal” applica le impostazioni e fa ripartire la macchina. Al riavvio il sistema operativo si comporta come se fosse stato appena installato, ma con le impostazioni da voi definite poco prima. Se joinate lo stesso dominio, il profilo utente è bello pronto che vi aspetta e non dovete modificare una virgola rispetto alla macchina di partenza.

Risultato finale dell’operazione: due macchine identiche dal punto di vista del software e della configurazione, ma comunque distinte e funzionanti contemporaneamente. Perché è importante il processo di customizzazione tramite Sysprep appena descritto?

Ciascuna macchina in un dominio Active Directory possiede un SID che deve necessariamente essere univoco. Clonando brutalmente la macchina, il SID non viene modificato, neppure se cambia l’hostname. Due SID uguali su una rete pongono problemi di sicurezza e di funzionamento, e non sono in alcun modo supportati.

La procedura descritta va bene se non deve essere utilizzata con troppa frequenza, poiché le fasi di snapshot e importazione sono abbastanza lunghe. Nel caso si dovesse produrre parecchie macchine virtuali è sempre meglio utilizzare i template.

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