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Sistema di backup alternativo per VMWare ESX ed ESXi

27 settembre 2009

Sistema di backup alternativo per VMWare ESX ed ESXi

Il primo documento “test on the job” di cui si occuperà lo staff di Bitstorm Srl si basa sul test, presso i propri lab, di un sistema di backup alternativo al consolidato vcb di vmware, completamente da riga di comando e schedulabile tramite cron. Il tutto configurabile dalla service console di vmware esx /i via ssh.
Per quale motivo abbiamo pensato di provare questo sistema di backup alternativo?
Per evitare di dover implementare un server windows per la gestione del modulo vcb accompagnato da un software di terze parti a pagamento per l’archiviazione su storage separato da quello usato in produzione.

Per le piccole aziende infatti si tratterebbe si della soluzione di backup ottimale e certificata da VMWare stessa, ma purtroppo decisamente costosa.
Per la stesura di questo articolo abbiamo utilizzato uno script molto diffuso su internet, “ghettoVCB.sh” reperibile presso :
http://www.engr.ucsb.edu/~duonglt/vmware/ghettoVCB.sh
Questo script esegue il backup dei server virtuali residenti su host vmware esx 3.5 ed esxi 3.5.
L’esecuzione dello script effettua un backup live della macchina virtuale copiando interamente i file in formato vmdk “utili per un eventuale disaster recovery”, creando uno snapshot e rimuovendolo alla fine del processo.
Il principale inconveniente di questo script è a livello di utilizzo risorse: utilizza infatti quelle della service console (e quindi dell’host stesso), causando quindi una leggera perdita di performance a differenza del tradizionale proxy vcb che interagisce direttamente tra storage di produzione a storage di backup.
Il seguente script supporta storage locali dei server host, chiamati anche local datastore e storage di tipo SAN o NFS.
Inoltre per ambienti Esx che non hanno Datastore fissi di tipo NFS lo script offre la possibilità di collegarsi al server NFS solo al momento del backup delle virtual machine e di disconnettersi al termine dello stesso.
L’impostazione di base dello script mantiene 3 set di backup dei server virtuali archiviati, il tutto può essere modificato a proprio piacimento e secondo le proprie necessità.
Elenchiamo ora le principali funzionalità:
# Supporto per multipli VMDK disk per server virtuale
# Backup on line dei server virtuali
# Possibilità di spegnere il server virtuale prima di inziare il backup e di riaccenderla al termine di questo
# Il backup se il server virtuale contiene degli Rdm (raw device mappings) , questi verranno ignorati e quindi non salvati.
# Modifica del numero di backup set mantenendo quindi uno storico dei server virtuali.
# Supporto completo a datastore di vario tipo.

Passiamo ora alla parte pratica.
Scarichiamo il file ghettoVCB.sh e copiamo il file, senza apportarvi alcuna modifica, all’interno dell’host esx (si può utilizzare winscp da windows oppure scp da linux).
Una volta copiato file spostiamolo nel seguente percorso: /vmfs/volumes/datastore
Questo perché il file protrebbe essere cancellato durante il prossimo boot se posizionato altrove, Esxi infatti non cancella assolutamente il contenuto dei datastore.
Nel nostro ambiente abbiamo usato un datastore per i backup basato su freenas attivando il supporto per iscsi ed aggiungendolo quindi all’ host vmware esx.
Creiamo ora un file di testo, nominandolo ad esempio “vm_to_backup”, contenente il nome dei server virtuali che sono visibili nell’inventario usando il vmware client (nel mio caso: debian_01 e w2008_01), ogni nome su una nuova riga.
Faccio due raccomandazioni:
Non editare o creare questo file da windows per evitare di inserire caratteri di controllo inseriti da editor windows
Inserire i nomi nel file “vm_to_backup” prestando attenzione alle maiuscole ed alle minuscole riportandole esattamente come visibile dal client vmware.

Ora verifichiamo il file creato, digidando :

[root@btsesx01 scripts]# cat vm_to_backup

Visualizzeremo (nel mio caso):
debian_01
w2008_01
possiamo quindi procedere editando il file ghettoVCB.sh e cambiando alcuni paramentri:
la directory dove salvare i file di backup , la rotazione dei backup set, l’eventuale spegnimento prima del backup e l’impostazione di un’eventuale server di tipo NFS persistente o meno.
Una volta modificato a proprio piacimento il file di esempio dalla directory contentente lo script eseguiamo il comando:

./ghettoVCB.sh vm_to_backup

Il backup verrà avviato e tramite un contatore di avanzamento procederà al backup dei server virtuali.
Come noterete il processo di copia procederà lentamente o meno a seconda della potenza del vostro hardware di supporto al vostro ambiente di server virtuali.

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Abilitare accesso root via ssh per vmware esxi 3.5 e 4.0

27 settembre 2009

Abilitare accesso root via ssh per vmware esx

Questa procedura è valida sia per la vmware 3.5 che per la 4.0,l’ho testata su entrambe le versioni.. non è nulla di trascendetale si tratta solo di cambiare un parametro all’interno della configurazione della servizio sshd della service consolle..
Ecco come abilitare l’accesso root via ssh ad un nodo vmware esx:

– Entrate  nella service consolle  (fisicamente dovete avere acesso alla tastiera e al monitor del server,se avete la iLO è  uguale…)
– Dalla service consolle fisica potete accedere come root
– Dopo esservi autenticati digitate: vi /etc/ssh/sshd_config
– Trovate  la riga con il parametro: PermitRootLogin da “no” a “yes”,hiudete l’editor e salvate
– Riavviate il servizio sshd con il seguente comando: service sshd restart

Ora potete collegarvi via ssh con root. Ovviamente se avete un cluster questa procedura và ripetuta per ogni singolo nodo..

Ecco invece come abilitare la service consolle nella vmware esxi e come abilitare ssh.

Come ben sapete la vmware esxi è gratuita e in teoria non prevede nessuna service consolle, ma ovviamente c’è il trucchetto, sia per accedere ad una service consolle minimale che prevede molti comandi esx sia per abilitare ssh, la procedura  per abilitare root via ssh è la stessa descritta sopra..
Ma ecco la procedura:

– Entrate nella consolle della vmware esxI (Anche qui si tratta di stare fisicamente sulla macchina o tramite iLO)
– Premetete ALT + F1
– digitate: unsupported
– digitata la password di root. Non vedrete nulla stampato a video,  solo il cursore lampeggiare.
– Dopo aver digitato la password come  per magia avrete accesso ad una service consolle  minimale con tutti i comandi esx classici..

Per abilitare ssh fate come segue:

– digitate: vi /etc/inetd.conf
– individuate la riga che inizia con  “#ssh”
– rimuovete il carattero cancelletto facendo divetare la riga da “#ssh” a “ssh”
– Salvate e chiudete il file
– Riavviate il management service con il comando “/sbin/services.sh restart”
– Oppure se potete riavviare il server esxi che è meglio..

Ecco che ssh sarà disponibile anche sulla vmware esxi.
Per i newbie di “vi” (miglior editor di testo al mondo..) ecco qualche info veloce:

aprite un  file con il comando: “vi nome_file”
per cercare una stringa digitate: “/  stringa_da_cercare”
per modificare digitate: “a”
per salvare e chiudere digitate: “wq!”

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Configurare OpenFiler come SAN iSCSI in VMWare

20 aprile 2009

vmware

Vi segnalo che ho trovato su un sito web un prodotto free che può essere utile per prove di laboratorio e non solo, un ottimo prodotto da provare che vi permette di simulare una SAN iSCSI e  trasformare un pc con dischi scsi o sata in un (open-source iSCSI SAN server) per poterlo utilizzare in un ambiente con una o più macchine VMware Workstation o VMware Server,  ESX o Esxi.

http://www.petri.co.il/use-openfiler-as-free-vmware-esx-san-server.htm

Dopo aver letto questo articolo vi consiglio di leggere anche l’articolo che riporto sotto, che guida l’utente nella creazione e nella configurazione dell’openfiler con VMware Esxi e WMware ESX 3.5.

http://www.petri.co.il/connect-vmware-esx-server-iscsi-san-openfiler.htm

In order to use many of the VMware ESX Server advanced features, you need a SAN. Openfiler provides that SAN at NO cost as it is free and can run inside VMware Workstation or VMware Server. In this article, we take a look at how you can download a OpenFiler and configure it to be a free open-source iSCSI SAN server.

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